Il 20 novembre ricorre l’anniversario della Convenzione Sui Diritti dell'Infanzia, siglata a New York dall'assemblea delle Nazioni Unite nel 1989. La convenzione, ratificata da 192 paesi nel mondo, tra cui l'Italia, è formata da 54 articoli e si fonda su tre principi fondamentali: la non discriminazione del bambino per credo religioso, razza, sesso e condizione; la tutela delle condizioni di esistenza; la partecipazione del bambino alla sua vita quotidiana.
In Italia il 20 novembre, la Giornata mondiale dell’ infanzia e dell’ adolescenza è occasione, in tanti Cumuni con una cultura sociale avanzata, per verificare come la “Convenzione dei diritti delll’infanzia e dell’adolescnza” è attuata e, nello stesso tempo, per costruire direttamente con i bambini, percorsi di attenzione all’infanzia.
La nostra città non appartiene alle categorie di paesi poveri, sotto sviluppati o canaglia che permettono lo sfruttamento dei bambini nel lavoro, nelle guerre di eserciti tribali, o considerandoli alla stregua di merce, senza alcun diritto. La nostra città è un paese moderno ma di scarsa attenzione e scarsa tutela dell’infanzia. Gela è una città ADULTOCENTRICA, e con un liguaggio relazionale inadeguato ai bambini.
La politica ha negli ultimi quindici anni fatto scelte strategiche in controtendenza rispetto all’Europa, e soprattutto chiaramente contro la tutela reale dell’Infanzia. Uno dei primi elementi di tutela dell’infanzia e’ della riduzione drastica e progressiva dei finanziamenti e dei fondi per la prevenzione primaria e secondaria, rivolta quindi ad interventi in favore di infanzia (0-10) ed adolescenza (11-17). Tutti quegli interventi che servono a promuovere il benessere dei bambini. Di certo la Finanziaria licenziata da ogni governo in carica ha sempre e solo ridotto i fondi a tutela delle fasce deboli, ivi compresi i bambini. A caduta quindi, Regioni, Province e Comuni si sono sentiti giustificati nel tagliare servizi, personale e risorse, senza pensarci su neppure un attimo. In 7 anni sono state ridotte del 40% le specifiche risorse per i minori in Italia.
In Italia il 20 novembre, la Giornata mondiale dell’ infanzia e dell’ adolescenza è occasione, in tanti Cumuni con una cultura sociale avanzata, per verificare come la “Convenzione dei diritti delll’infanzia e dell’adolescnza” è attuata e, nello stesso tempo, per costruire direttamente con i bambini, percorsi di attenzione all’infanzia.
La nostra città non appartiene alle categorie di paesi poveri, sotto sviluppati o canaglia che permettono lo sfruttamento dei bambini nel lavoro, nelle guerre di eserciti tribali, o considerandoli alla stregua di merce, senza alcun diritto. La nostra città è un paese moderno ma di scarsa attenzione e scarsa tutela dell’infanzia. Gela è una città ADULTOCENTRICA, e con un liguaggio relazionale inadeguato ai bambini.
La politica ha negli ultimi quindici anni fatto scelte strategiche in controtendenza rispetto all’Europa, e soprattutto chiaramente contro la tutela reale dell’Infanzia. Uno dei primi elementi di tutela dell’infanzia e’ della riduzione drastica e progressiva dei finanziamenti e dei fondi per la prevenzione primaria e secondaria, rivolta quindi ad interventi in favore di infanzia (0-10) ed adolescenza (11-17). Tutti quegli interventi che servono a promuovere il benessere dei bambini. Di certo la Finanziaria licenziata da ogni governo in carica ha sempre e solo ridotto i fondi a tutela delle fasce deboli, ivi compresi i bambini. A caduta quindi, Regioni, Province e Comuni si sono sentiti giustificati nel tagliare servizi, personale e risorse, senza pensarci su neppure un attimo. In 7 anni sono state ridotte del 40% le specifiche risorse per i minori in Italia.
Ma investire per l'infanzia non significa solo spendere denaro, piuttosto bisognerebbe investire inteligenze.
Nel frattempo il disagio dei giovanissimi e’ cresciuto e cambiato, droghe leggere, alcol, l’uso incontrollato delle nuove tecnologie da parte dei giovanissimi, l’approccio ad un sesso squilibrato e sregolato a soli 11 o 12 anni, non hanno trovato operatori pubblici, servizi sociali, insegnanti ed agenzie educative in genere preparate ai nuovi rischi sociali per i minorenni. Tra violenze in famiglia e PIAZZE DI AMORFI DILAGANTI, festeggiare la Giornata dell’Infanzia dovrebbe significare rilanciare temi educativi e ridare un ruolo educativo alla città. A conferma di una disattenzione inspiegabile eticamente, Eurispes nel suo rapporto 2007 sulla condizione dell’Infanzia Italiana dichiara che alcool e droghe leggere vengono conosciuti già a 11 anni, il bullismo viene praticato e subìto, spesso anche nel fare sesso tra coetanei; le nuove tecnologie sono gestite dai minori senza alcun controllo degli adulti, e che le patologie psichiatriche minorili aumentano considerevolmente negli ultimi anni con costanza. La nostra città come altre, non ha bisogno solo di deleghe da affidare a questo o quell’assessore ma di costruire politiche di promozione della “Famiglia Felice”, a partire dai piccoli cuccioli d'uomo. La politica potrebbe ogni tanto mettere da parte la propria autoreferenzialità e chiedere aiuto ai bambini.
Nel frattempo il disagio dei giovanissimi e’ cresciuto e cambiato, droghe leggere, alcol, l’uso incontrollato delle nuove tecnologie da parte dei giovanissimi, l’approccio ad un sesso squilibrato e sregolato a soli 11 o 12 anni, non hanno trovato operatori pubblici, servizi sociali, insegnanti ed agenzie educative in genere preparate ai nuovi rischi sociali per i minorenni. Tra violenze in famiglia e PIAZZE DI AMORFI DILAGANTI, festeggiare la Giornata dell’Infanzia dovrebbe significare rilanciare temi educativi e ridare un ruolo educativo alla città. A conferma di una disattenzione inspiegabile eticamente, Eurispes nel suo rapporto 2007 sulla condizione dell’Infanzia Italiana dichiara che alcool e droghe leggere vengono conosciuti già a 11 anni, il bullismo viene praticato e subìto, spesso anche nel fare sesso tra coetanei; le nuove tecnologie sono gestite dai minori senza alcun controllo degli adulti, e che le patologie psichiatriche minorili aumentano considerevolmente negli ultimi anni con costanza. La nostra città come altre, non ha bisogno solo di deleghe da affidare a questo o quell’assessore ma di costruire politiche di promozione della “Famiglia Felice”, a partire dai piccoli cuccioli d'uomo. La politica potrebbe ogni tanto mettere da parte la propria autoreferenzialità e chiedere aiuto ai bambini.
Ciao Enzo, credo che la tua riflessione come tante altre, resterà tale. Perchè purtroppo comandano sempre gli uomini attaccati al potere. Saluti
RispondiEliminafarfalla456@hotmail.com
Buona giornata