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Entrato nel mondo dello scautismo cattolico a 10 anni, ricopre il ruolo di Consigliere Generale Agesci dal 2002 al 2005. Ha curato diverse indagini sul mondo dell'infanzia e coordinato campi di volontariato internazionale. Delegato laico per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Piazza Armerina. E' stato responsabile del CeSVoP a Gela dal 2004 al 2009, curandone l'ufficio stampa e l'animazione territoriale. E' presidente locale del MoVi (Movimento di Volontariato Italiano). E' impegnato da anni nella sperimentazione di nuovi stili di comunicazione e grafica per il sociale. Lavora in ENI area Risorse Umane.

10/ago/2007

Urge una autentica gratuità nel sociale

Le organizzazioni di volontariato, negli ultimi anni, stanno facendo proprio il concetto di formazione permanente con lo scopo di far maturare autentiche vocazioni al servizio e contemporaneamente aiutare i volontari ad essere competenti e preparati.
I legami sono il seme della comunità senza i quali non esiste la città ma solo luoghi e spazi. E come necessitano i legami tra cittadini, così servono tra le istituzioni.
La realtà del volontariato è stimolo nei confronti delle istituzioni, nella convinzione che i “servizi educativi” per la prima infanzia e la famiglia, le politiche per i minori, per i giovani, per gli anziani, possono creare le condizioni per una cura educativa piena e consapevole delle famiglie, delle comunità; possono attivare una convivenza responsabile e una cittadinanza attiva attraverso la promozione di progetti di tessitura di relazioni.

Chi, politicamente, si occupa dei servizi alla persona dovrebbe quindi avere come obbiettivo quello di integrare l’operatività di settori diversi per non frammentare le risposte dati ai bisogni dei cittadini. La frammentazione, infatti, non permette di cogliere e di rispettare le biografie e le storie delle famiglie e delle persone nella loro unicità e interezza.
La presenza di tanti uomini e donne impegnati nella organizzazioni di volontariato permette di monitorare le insorgenze di fatiche, sofferenze, fragilità sociali nei percorsi del crescere dei bambini e delle bambine, delle giovani generazioni, degli anziani e dei malati. Una conoscenza simile deve diventare patrimonio progettuale.
Il mondo del volontariato ha tra i prossimi obiettivi quello di far crescere i momenti di progettazione partecipata perchè le città che vogliono essere attente alle dimensioni umane, è bene che si dotino di luoghi di costruzione della conoscenza e di promozione del dialogo, incontrando e ascoltando anche quel che si racconta e si raccoglie fuori dagli uffici della burocrazia. Una conoscenza simile è una risorsa preziosa.
Occorre per questo una maturità sociale e politica che non tema le differenze e le resistenze, i conflitti e i confronti, ma che si adoperi per proporre una conoscenza che può emergere semplicemente da pratiche di democrazia e trasformarsi in momenti di responsabilizzazione di una comunità cittadina. Per la sua mission il volontariato è chiamato a dare testimonianza, rinunciando dove possibile a convenzioni o finanziamenti. Una autentica gratuità è capace di fare grandi cose soprattutto in termini educativi, per i volontari e la comunità civile.

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