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Informazioni personali
- Enzo Madonia
- Entrato nel mondo dello scautismo cattolico a 10 anni, ricopre il ruolo di Consigliere Generale Agesci dal 2002 al 2005. Ha curato diverse indagini sul mondo dell'infanzia e coordinato campi di volontariato internazionale. Delegato laico per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Piazza Armerina. E' stato responsabile del CeSVoP a Gela dal 2004 al 2009, curandone l'ufficio stampa e l'animazione territoriale. E' presidente locale del MoVi (Movimento di Volontariato Italiano). E' impegnato da anni nella sperimentazione di nuovi stili di comunicazione e grafica per il sociale. Lavora in ENI area Risorse Umane.
06/mag/2011
23/set/2009
Immigrati o esseri umani?
Da un po di tempo non mi fermavo a scrivere e riflettere. In questi mesi siamo stati bombardati da notizie che probabilmente hanno distratto i nostri pensieri. Non è una giustificazione, ma tra feste, festini ed escort, forse ci siamo fermati ad aspettare che qualcosa accadesse. E' accaduto di fatto che mentre alcuni noti rappresentanti politici si davano alle orge, imbarcazioni di uomini senza speranza venivano respinte negando così il diritto di asilo a tanti che scappano dalla morte. Il presente ci propone una visione della vita che è assurda, dove l'altro resta inesorabilmente un altro da evitare, da scansare, e, se non lavora, possibilmente "in nero" come il colore della sua pelle, da espellere. E qui non nascondiamo la nostra falsa coscienza dietro gli atti delittuosi perpetrati dagli immigrati. Stupri, rapine, e spaccio di droga, prostituzione e guerre per bande non sono novità introdotte da loro, le praticavamo e le pratichiamo da tempo anche noi. I comportamenti delittuosi degli immigrati si sono semplicemente aggiunti ai comportamenti delittuosi già diffusi tra noi senza per altro raggiungere ancora i nostri livelli, dal momento che non sembra che tra gli immigrati accada che i genitori ammazzino i figli, o i figli i genitori.
07/ago/2008
Olimpiadi di Pechino: un ministro per la gioventù imprudente e sconclusionato
Cosa doveva ricavarne l’Italia se i nostri atleti a Pechino avessero dato retta al Ministro per la Gioventù Meloni che invitava a non partecipare alla cerimonia di apertura del più grande evento sportivo del mondo? Quale sarebbe stato il messaggio alla comunità internazionale?
Bene hanno fatto i responsabili del CONI a precisare ruoli, competenze e responsabilità. Purtroppo politicanti senza scrupoli approfittano di ogni situazione per sparare e restare sulla cresta dei media. Ma come fa un Ministro della Repubblica per i Giovani ad avere pure la sfacciataggine di replicare che in questo modo almeno si parla di diritti violati? Come se avesse messo lei al centro del dibattito internazionale la questione dei diritti umani in Tibet. Che coraggio! Lo sport è per eccellenza uno strumento educativo e le olimpiadi una occasione straordinaria di dialogo tra popoli. L’evento già di per sé dice della necessita di mettere l’uomo al centro delle azioni politiche anche internazionali. Il Ministro per la gioventù se proprio vuole fare qualcosa di intelligente, costruisca progettualità educative che diano l’opportunità a tanti giovani di autocostruirsi dei valori attraverso lo sport, e se vuole aiutare il cammino della Comunità Internazionale, faccia silenzio, perché non ha ne idee coraggiose tanto meno gli strumenti per costruire la Pace Internazionale. Una questione così complessa va affrontata in maniera sinergica, attraverso strategia di solidarietà internazionale e di dialogo ma soprattutto nei luoghi e nei momenti opportuni e senza schegge impazzite!
30/lug/2008
Unire la mente al cuore
Bisogna fare una gran fatica per educare. Certo è che solo una guida matura, responsabile con un ESSERE forte è capace di contagiare ragazzi narcotizzati da internet, tv, media e pasticche.
La Sicilia è un fiorire di iniziative ed eventi per educare alla legalità. Gli eventi di per sè però non sono educativi. Quanti magistrati, Prefetti, forze di polizia incontrano i ragazzi nelle scuole. Ma questi incontri hanno di per sè la capacità di educare? Penso che è facile per un preside convocare in una grande aula magna degli studenti durante le ore di lezione e invitare qualcuno a parlare di legalità. Mi chiedo se un preside, un insegnante, una autorità, ha la stessa capacità di convocazione e di adunanza fuori dall'orario scolastico. Penso proprio di no! Bisogna tirar fuori interesse dei giovani per la giustizia e non costringerli ad ascoltare discorsi belli e autorevoli. Sono i ragazzi i responsabili e padroni della loro crescita. Compito arduo ma necessario è insegnare ad unire i comportamenti al cuore e per fare questo occorre stare con i ragazzi, fuori dall'orario di lavoro, nel tempo libero e provare se ci riusciamo a costruire relazioni umane significative.
28/mag/2008
Se il volontariato può orientare la polis
C’è bisogno di politiche in Sicilia, nelle nostre città. Servono azioni complessive di educazione dei giovani in una terra contaminata dalla mafia, dal precariato, dal “nichilismo” come dice Umberto Galinberti. Quanti sono impegnati come volontari in campo educativo conoscono profondamente la distinzione tra “intrattenere” ed “educare”.
Ma a chi tocca promuovere le politiche educative in un territorio alcune volte è un mistero. A chi spetta il compito di educare? Un vecchio detto africano enunciava “per educare un bambino serve un intero villaggio”. Una bella risposta antica che sa di futuro!
Politiche giovanili ed educazione devono camminare di pari passo. Sinteticamente le politiche sono tutti gli strumenti e le strategie che ci permettono di educare: possono venire dai Comuni, Fondazione, da Enti vari.
Gli strumenti importanti e principali vengono soprattutto dall’Europa: dal programma “Gioventù”. L’Italia si sta sforzando di dare una forma a questi strumenti tramite il Ministero del POGAS (politiche giovanili e attività sportive). Manca comunque una normativa quadro di riferimento.
Buone prassi e punto di partenza è senza dubbio il Libro Bianco sulle Politiche Giovanili. Scritto dai giovani d’Europa con una interessante azione di ascolto da parte delle Istituzioni Europee.
07/mar/2008
Una città e un Paese senza progetti
Per la Sicilia il 2008 sarà un anno importante. Tre tornate elettorali. La storia che si ripete. Le città saranno sfasciate da manifesti più o meno rozzi che con volgare sfacciataggine inviteranno a votare. Un rito orrendo è diventato quello delle elezioni. Un rito che non prepara nulla di nuovo purtroppo. Un rito che non ci risparmierà la sfacciataggine di gente ignorante che spesso non riesce nemmeno ad esprimersi correttamente in italiano. La politica, in questo particolare momento storico, porta in sè un virus difficile da combattere: la partitocrazia e l'assoluta ricerca del potere. Ma per cosa? Le città (vedi Napoli) sono abbandonate a se stesse; i politicanti girano come mosche verdi attorno alla politica per puro tornaconto personale: un posto all'Ato idrico, all'Ato rifiuti, al consiglio di amministrazione di un consorzio. L'avidità ha trasformato la più alta esperienza di Servizio alla comunità in una sudicia occasione di opportunismo personale. Progettualità e valori dovrebbero camminare insieme. Il presente e le città ci dicono che non è così. Occorre però non demordere e lavorare per formare coscienze libere capaci di amare le città, capaci di operare il cambiamento. Occorre osservare, fare memoria e cercare almeno di votare con spirito critico. Il nostro voto può incidere sul futuro del Paese.
26/nov/2007
Famiglia è futuro. Contro audaci spadaccini, riscopriamoci egoisti maturi
Dare une definizione di famiglia, in questo particolare momento storico in cui molti “abbaiano” la loro ragioni e sono pronti a difendere con la spada i loro sani principi è una operazione non facile; noi, semplici e comuni uomini, padri e madri, genitori e figli, che non godiamo dei privilegi salariali e previdenziali di parlamentari pronti a FARE GUERRA per difendere, la famiglia, vogliamo affrontare con calma e serenità, pazienza e disponibilità, un tema di per sé complesso che non urge di spadaccini ma di luoghi per il dialogo che diano spazio ai pensieri e alle soluzioni che dalla comunità civile possono arrivare. Abbiamo tutti il dovere legittimo di non delegare a nessuno la difesa della famiglia.
20/nov/2007
Da che parte sta la giustizia? I bambini stanno di sicuro dalla parte di Don Fortunato
Da che parte sta la giustizia? Come è pensabile che in terra di Sicilia, martoriata da racket, usura, corruzione; terra in cui si evince in convegni, seminari o manifestazioni la necessità di incrementare le forze dell’ordine, 11 agenti della guardia di finanza, vadono ad Avola (Sr), alla ricerca del “vuoto”. In questa assurda vicenda che vede don Fortunato Di Noto, amico di Gela, della Sicilia e dei bambini, coinvolto in una indagine per “pubblicazione di notizia esagerata”, possiamo parlare solo di “vuoto”. Accade che la sede dello sportello Meter di Aci Castello, viene scassinata e ignoti portano via pochi spiccioli. A questo punto, il presidente dell’Associazione Meter, altro non fa che denunciare pubblicamente ciò che di fatto è avvenuto, parlando di “raid vandalico”. Il procuratore aggiunto di Catania, Enzo Serpotta, ha pensato bene di aprire un procedimento giudiziario nei confronti di don Fortunato Di Noto perché a suo modo di vedere si è trattato “solo” di un furto.
Se ci fermiamo un secondo, il tempo di un ragionamento, possiamo solo dire che negli ultimi anni, don Fortunato Di Noto, è stato motore della promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Sicilia, in Italia, con riconoscimenti internazionali da diverse parti del mondo. Noi, volontari, semplici cittadini, comunità civile, possiamo solo dire grazie all’Associazione Meter, con don Fortunato Di Noto in testa, per ciò che continua e continuerà a fare. Inoltre come educatori, adulti, e responsabili, continueremo, nonostante alcune vicende generano sfiducia nella Giustizia, ad educare al rispetto delle regole e delle Istituzioni. Don Fortunato sarà a Gela il 24 Novembre per un convegno sulla famiglia. Le associazioni di volontariato di Gela lo accoglieranno per ringraziarlo ma soprattutto par aiutarlo a riempire il “vuoto” che a volte le Istituzioni creano.
Se ci fermiamo un secondo, il tempo di un ragionamento, possiamo solo dire che negli ultimi anni, don Fortunato Di Noto, è stato motore della promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Sicilia, in Italia, con riconoscimenti internazionali da diverse parti del mondo. Noi, volontari, semplici cittadini, comunità civile, possiamo solo dire grazie all’Associazione Meter, con don Fortunato Di Noto in testa, per ciò che continua e continuerà a fare. Inoltre come educatori, adulti, e responsabili, continueremo, nonostante alcune vicende generano sfiducia nella Giustizia, ad educare al rispetto delle regole e delle Istituzioni. Don Fortunato sarà a Gela il 24 Novembre per un convegno sulla famiglia. Le associazioni di volontariato di Gela lo accoglieranno per ringraziarlo ma soprattutto par aiutarlo a riempire il “vuoto” che a volte le Istituzioni creano.
20 Novembre: l’unica speranza è affidare la città ai bambini!
Il 20 novembre ricorre l’anniversario della Convenzione Sui Diritti dell'Infanzia, siglata a New York dall'assemblea delle Nazioni Unite nel 1989. La convenzione, ratificata da 192 paesi nel mondo, tra cui l'Italia, è formata da 54 articoli e si fonda su tre principi fondamentali: la non discriminazione del bambino per credo religioso, razza, sesso e condizione; la tutela delle condizioni di esistenza; la partecipazione del bambino alla sua vita quotidiana.
In Italia il 20 novembre, la Giornata mondiale dell’ infanzia e dell’ adolescenza è occasione, in tanti Cumuni con una cultura sociale avanzata, per verificare come la “Convenzione dei diritti delll’infanzia e dell’adolescnza” è attuata e, nello stesso tempo, per costruire direttamente con i bambini, percorsi di attenzione all’infanzia.
In Italia il 20 novembre, la Giornata mondiale dell’ infanzia e dell’ adolescenza è occasione, in tanti Cumuni con una cultura sociale avanzata, per verificare come la “Convenzione dei diritti delll’infanzia e dell’adolescnza” è attuata e, nello stesso tempo, per costruire direttamente con i bambini, percorsi di attenzione all’infanzia.
10/ago/2007
Urge una autentica gratuità nel sociale
Le organizzazioni di volontariato, negli ultimi anni, stanno facendo proprio il concetto di formazione permanente con lo scopo di far maturare autentiche vocazioni al servizio e contemporaneamente aiutare i volontari ad essere competenti e preparati.
I legami sono il seme della comunità senza i quali non esiste la città ma solo luoghi e spazi. E come necessitano i legami tra cittadini, così servono tra le istituzioni.
La realtà del volontariato è stimolo nei confronti delle istituzioni, nella convinzione che i “servizi educativi” per la prima infanzia e la famiglia, le politiche per i minori, per i giovani, per gli anziani, possono creare le condizioni per una cura educativa piena e consapevole delle famiglie, delle comunità; possono attivare una convivenza responsabile e una cittadinanza attiva attraverso la promozione di progetti di tessitura di relazioni.
I legami sono il seme della comunità senza i quali non esiste la città ma solo luoghi e spazi. E come necessitano i legami tra cittadini, così servono tra le istituzioni.
La realtà del volontariato è stimolo nei confronti delle istituzioni, nella convinzione che i “servizi educativi” per la prima infanzia e la famiglia, le politiche per i minori, per i giovani, per gli anziani, possono creare le condizioni per una cura educativa piena e consapevole delle famiglie, delle comunità; possono attivare una convivenza responsabile e una cittadinanza attiva attraverso la promozione di progetti di tessitura di relazioni.
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